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sito ufficiale |
Le prime notizie storiche
sull'abitato di Acquedolci, a parte il diploma del 1178
dell'Arcivescovo Timoteo, le fornisce Tommaso Fazello: "Acque
deinde cognomate Dulci cum taberna hospitatoria". Maurolico, in
uno scritto del 1546, annota: "Acque Dulci Fundaco". Qualche
anno dopo Filoteo parla di "Bella torre con osteria".
Sembra, pertanto, che il primo nucleo abitativo di Acquedolci
comprendesse una serie di fabbricati (trappeto, macina per il
frumento, edifici per la lavorazione della seta, raffineria per
la canna da zucchero, taverna e stazione per il cambio dei
cavalli) costruiti nei pressi di uno "scoro" o "carricatorum"
(appellativi con cui veniva chiamata "la marina delle acque
dolci"). A supporto delle attività economico-commerciali della
zona fu costruita una torre che successivamente entrò a far
parte del complesso di torri d'avvistamento fatte costruire nel
XVI secolo dall'Imperatore Carlo V per la difesa delle coste.
Tra la fine del ‘600 e gli inizi del ‘700 i Principi di
Palagonia fecero costruire un castello attiguo alla torre. |
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LE
STRUTTURE RICETTIVE DI ACQUEDOLCI |
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DOMUS:
Via Ricca Salerno, 10 tel. 366 2891091,
sito web
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Nel 1754 San Fratello subì una
disastrosa frana cui ne seguirono altre, anche se di piccola
entità, nel 1896 e nel 1905, fino a quella memorabile del 1922.
Come è stato già detto questo evento costrinse molti
Sanfratellani a trovare rifugio ad Acquedolci, la cosiddetta
"marina" di San Fratello.
Acquedolci nacque quindi come nucleo urbano nel luglio 1922, con
la Legge n. 1045 che disponeva il trasferimento e la
ricostruzione di San Fratello nella suddetta frazione.
Il forte incremento demografico e il conseguente sviluppo
urbanistico della frazione portò, verso la fine degli anni '50,
un comitato spontaneo di cittadini a battersi per l’autonomia.
Acquedolci fu eretto comune autonomo con Legge Regionale n. 42
del 28 novembre 1969.............. |
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