La
nascita di Giarre ha nel vescovo
conte Nicola Maria Caracciolo il suo
protagonista, che si trovò dinnanzi
ad un grosso problema per le terre
della contea. Boschi, paludi,
incursioni saracene non facevano
altro che aggravare la situazione
economica di questi 8 mila ettari di
territorio.
Così, il 5 ottobre 1558 il vescovo
convocò nella chiesa di S. Maria
degli Angeli a Mascali alcuni
rappresentanti per offrire loro,
attraverso lo strumento
dell'enfiteusi, queste terre, ricche
di acqua, prevalentemente in pianura
ma infestate da boscaglia nociva e
pericolosa.
Questa data segnò l'inizio del
popolamento del territorio, anche
perchè le terre furono concesse a
censi molto bassi e a chi voleva
stabilmente dimorare nel territorio.
A quest'ultimi veniva anche donata
la terra necessaria per la
costruzione di un modesto alloggio.
Acesi e messinesi investirono in
queste terre i loro capitali e in un
secolo i grandi possedimenti incolti
furono trasformati in vigneti ricchi
di vino e generosi di guadagni.
Giarre divenne un centro di
benessere, anche perchè dopo il
terremoto del 1693 la vecchia strada
consolare che la tagliava fuori dal
transito per Catania e per Messina,
venne spostata verso il mare.