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sito ufficiale |
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Il corso del Salso-Imera, che
secondo la credenza antica divideva nettamente in due la Sicilia
(dalla costa meridionale del mare africano a quella
settentrionale tirrenica), ha sempre rappresentato un confine -
prima culturale o etnico, se si accetta una distinzione in tal
senso tra Sicarii e Siculi, successivamente amministrativo -tra
le due parti dell'Isola. In età preistorica separò i Sicarii dai
Siculi, così come dal Medioevo in poi segnò il confine tra il
Val di Mazara ad occidente e il Val Demone e il Val di Noto ad
oriente. In età normanna, segnò il confine tra la diocesi
siracusana e quella agrigentina. Nello stesso tempo, però, il
fiume costituì fin dall'antichità la più agevole via di
penetrazione dalle due coste verso l'interno. Una situazione
geografica così particolare avrà influito sulla scelta del sito
della foce meridionale per insediamenti umani stabili. |
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LE
STRUTTURE RICETTIVE DI LICATA |
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E tale scelta diventa più
comprensibile se si considera come si presentava la zona
nell'antichità: il corso del fiume Imera
(oggi Salso), ad alcuni chilometri dalla foce, si divideva in
due rami circondando l'altura costiera denominata la "Montagna"
di Licata e rendendola praticamente un'isola. Il sito, esteso alcuni chilometri
quadrati, si presentava pertanto naturalmente fortificato,
difeso a mezzogiorno dal mare e sugli altri lati dal doppio
corso del fiume. Tale condizione - un vasto territorio
coltivabile e ben difeso, l'ampia pianura attorno circondata da
una catena di colline - ne favorì il popolamento fin dalla più
remota antichità: le testimonianze preistoriche emerse sulla
Montagna, risalenti all'età paleolitica e mesolitica, sono
costituite in località Caduta dall'industria litica tipica di
quei periodi
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