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I primi uomini si sono stabiliti
nelle isole di Lipari e di Salina alcuni secoli prima del 4000
a.C. attratti dalla straordinaria risorsa che era costituita per
quel tempo, dall’ossidiana, il vetro nero eruttato dal monte
Pelato, il vulcano della estremità NE di Lipari.
Questo vulcano si era spento da poco, dopo un periodo di intensa
attività alla quale sono dovute le pomici oggi industrialmente
sfruttate. Quando l’uomo ancora non conosceva la lavorazione dei
metalli, l’ossidiana (che si trova solo in pochi punti del
Mediterraneo) costituiva il materiale più tagliente di cui si
potesse disporre ed era perciò ricercatissima. Da Lipari era
esportata in gran quantità verso la Sicilia e l’Italia e
meridionale, ma raggiungeva anche le coste della Liguria, della
Provenza, della Dalmazia.
Questo commercio portava all’isola una straordinaria prosperità.
Si sviluppava quindi in essa un abitato fra i più estesi e
popolosi che si conoscano per quell’età. Solo più di mille anni
dopo, intorno al 3000 a.C., quando il commercio dell’ossidiana
era al suo apogeo, incominciarono ad essere abitate anche le
isole minori dell’arcipelago eoliano.
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LE
STRUTTURE RICETTIVE DI LIPARI |
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In questo lungo periodo, durato più
di un millennio e mezzo, alle prime genti provenienti dalla
Sicilia, stanziatesi sui fertili altipiani che ben si prestavano
all’agricoltura e alla pastorizia, se ne sostituirono altre,
venute da lontano, (si suppone dalle coste transadriatiche) per impadronirsi di questa eccezionale fonte di
ricchezza. Queste nuove genti si insediarono su quella vera
fortezza naturale, dominante i migliori approdi dell’isola di
Lipari, che è l’attuale Castello e solo in periodi pacifici
l’abitato principale poté spostarsi nella piana sottostante, ove
è la città moderna........... |
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