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sito ufficiale |
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pittorescamente arroccata su un
sistema montuoso (730 s.l.m.m.) che si erge maestoso a metà
strada tra Catania ed Enna. Dalla sommità, il panorama è
dominato dall’imponente mole dell’Etna e lo sguardo spazia sulle
vallate fluviali circostanti (valli del Salso, del Dittaino e
del Simeto) e sulla Piana di Catania, fino alle catene montuose
degli Erei e dei Nebrodi per il raggio di una cinquantina di
chilometri. La popolazione è di 5.800 abitanti. L’economia è a
carattere prevalentemente agricolo e artigianale, ma cominciano
a farsi strada anche settori legati al terziario.
Centuripe, oltre alle bellezze paesaggistiche, che ne fanno una
sorta di Taormina dell’entroterra, offre anche notevoli resti
archeologici. Fu fondata dai siculi verso l’VIII secolo a.C. e
da allora fu abitata senza soluzione di continuità fino al XIII
secolo d.C., quando venne distrutta da Federico II di Svevia e
rifondata tre secoli dopo. L’impianto urbano, pertanto, con le
sue pittoresche viuzze pensate per una viabilità a trazione
animale, è ancora quello cinquecentesco.
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LE
STRUTTURE RICETTIVE DI CENTURIPE |
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La planimetria dell’abitato risulta
impostata secondo uno schema planimetrico polilobato a forma di
stella a cinque lobi o di rondine ad ali spiegate seguendo
pedissequamente l’andamento orografico del sito. L’impianto
urbanistico ha continuato ad espandersi secondo le direttrici
primitive. Il tessuto urbano è suddiviso in comparti trasversali
a stecca costituiti prevalentemente da case a schiera spesso a
più piani, intersecati da stradine, spesso a gradoni, che si
affacciano e scendono verso valle a causa dell’accentuata
pendenza delle aree rocciose su cui insistono. L’aspetto
architettonico delle strutture abitative non risulta
eccessivamente alterato dalle ristrutturazioni eseguite nel
tempo più recente e mantiene, di massima, l’immagine
medioevaleggiante della città.
L’immenso patrimonio di reperti archeologici che testimonia
dello splendore passato oggi è tuttavia nella maggior parte
fuori dalla propria sede disseminato com’è nei musei di Parigi,
Berlino, Londra, New York, all’estero, e a Catania, Siracusa,
Palermo, Trapani, Napoli, Roma e Milano |
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