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La prima menzione storica veramente
attendibile di Cesarò risale ad un documento di infeudazione del
1334, allorquando Federico II d'Aragona, re di Sicilia, lo donò
a Cristoforo Romano Colonna, medico di Messina. Da questo
documento apprendiamo nel medesimo tempo che esisteva un paese
difeso da mura. Dunque è cosa ovvia affermare che il suo sorgere
fu un processo di formazione spontanea che si deve assegnare ad
un tempo molto anteriore alla data del documento.
Purtroppo, per le vicende che precedettero questa data e quelle
ancora più antiche, è quasi impossibile una ricerca accurata e
attendibile mancando documenti validi.
Tuttavia pare che il territorio dove sorge ora Cesarò in tempi
preistorici fosse abitato da Siculi come si ricava dalle molte
sepolture a grotticella scavate nella roccia, di forma non
dissimile dal forno dei contadini siciliani, per cui molti
archeologi e storici li denominavano tombe a forno.
Queste tombe a forno presenti un po' ovunque in tutta la Sicilia
e rimasero il tipo standard di camera sepolcrale fino
all'ellenizzazione più o meno completa della popolazione
pre-greca nel corso del V secolo a.C. |