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L’ insediamento antropico a Longi è
antico e potrebbe risalire all’epoca dei greci, come
testimoniano i nomi di origine ellenica di alcune località: “Gazzana”,
“Muely”, “Scafi”, “Scinà”, “Scagliò” e “Passo Zita”. Ma la
storia del piccolo comune nebroideo è al centro di vari
dibattiti, manca una verifica concreta delle diverse ipotesi
dalle quali scaturire una tesi univoca. Secondo alcuni studiosi,
nel territorio longese sarebbe esistita una roccaforte imponente
dal nome “Kastros”, di matrice greca, facente parte di una città
di origine sicana. Per altri storici, Krastos era ubicata,
invece, nella Sicilia meridionale, nella zona dell’agrigentino.
Il toponimo delle rocche del Crasto deriverebbe, invece, dal
greco antico κραστις, erba o formaggio fresco, più
specificatamente zona adatta al pascolo. Secondo questi studi,
alcuni abitanti del Peloponeso, i Demenniti, vennero cacciati
dalla propria terre e si rifugiarono nel territorio nebroideo
fondando nel VI secolo d.C. Demenna, tra Longi e Alcara li Fusi,
precisamente in contrada Lemina. Inoltre, un sopralluogo di
alcuni archeologici ha riportato alla luce i muri di un’antica
struttura militare, probabilmente una torre di avvistamento.
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LE
STRUTTURE RICETTIVE DI LONGI |
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Pare che i Demenniti costruirono
questa roccaforte sulle rocche del Crasto per difendersi dai
nemici. Nel 856 sbarcarono in Sicilia gli arabi e solo Demenna,
insieme a Taormina e Rometta, resistette all’invasione, fu
l’ultima a cadere. Lo scontro tra le due popolazioni avvenne,
appunto, in questa fortezza. Ancora oggi il posto viene
ricordato come “cimitero dei Saraceni”. Inoltre, tempo fa è
stato rinvenuto uno scheletro con a lato una scimitarra,
testimonianza e segno di un scontro. Dopo la caduta, i demenniti
si sparsero dando vita a Frazzanò, Alcara li Fusi e Longi.
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