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Maniace è una cittadina formatasi
nell'arco di questo XX secolo ed ha raggiunto la propria
autonomia municipale nell'aprile del 1981. Tuttavia, fu già
fiorente centro urbano anche in epoche antiche. Conosciuta
durante la dominazione araba con il nome di Ghiran àd Daquiq,
prese e conservò l'attuale nome a seguito della vittoria
riportata nei suoi pressi, contro gli arabi, dal generale
bizantino Giorgio Maniace, nel 1040. Dagli storici venne
annoverata tra le "città lombarde" per aver accolto, nell'epoca
normanna, una colonia proveniente dal Monferrato al seguito
della contessa Adelasia, moglie di Ruggero I. Il geografo arabo,
Idrisi, vissuto alla corte del re normanno Ruggero II
(1112-1154), descrisse Maniace come "villaggio in pianura, ben
popolato, ricco di mercanti, territorio fertile e abbondante di
ogni cosa".
Col tempo ebbe tutti i requisiti che le consentirono di
titolarsi "Magna universitas " (termine che nel medioevo stava
ad indicare quella struttura civica equivalente pressappoco
all'attuale concetto dell'organizzazione comunale): vi si
amministrava, fra l'altro, la giustizia in prima e in seconda
istanza e dalla sua giurisdizione dipendeva il Casale di Bronte.
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LE
STRUTTURE RICETTIVE DI MANIACE |
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Notorietà e splendore le furono
aggiunti dalla presenza dell'Abazia benedettina di " Sancta
Maria Maniacensis ", fatta costruire nel 1174 dal re Guglielmo
il Buono su espresso desiderio della regina madre, Margherita di
Navarra. Anche l'Abbazia conseguì fama e prestigio a motivo,
soprattutto, della vastità territoriale dei suoi possedimenti,
del grande numero di chiese che le furono assoggettate e della
celebrità di alcuni abati che ne ebbero il governo, tra i quali
il card. Rodrigo Borgia, divenuto, poi, papa con il nome di
Alessandro VI.
Va ricordato che gli abati del monastero maniacese godevano il
diritto di sedere nel Parlamento siciliano, tra il braccio
ecclesiastico, al XV posto. |
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