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Merì è una piccola cittadina
circondata da una fitta vegetazione di uliveti, vigneti,
agrumeti ed orti, che si trova alle pendici estreme dei
Peloritani.
Le origini della terra "delli Mirii" sono assai remote, anzi
arcaiche. Questo territorio, infatti, faceva parte dei mitici
Campi Milesi, celebrati orgogliosamente dagli antichi. Le
bellezze naturali di questa terra si fondono, quindi, con i miti
e le leggende suscitate proprio da questi luoghi campestri
attorno all'antica Mylae, tra Capo Rosocolmo e Capo Tindari. E'
stupendo il panorama che si può godere dalle due colline
merinesi: la costa si profila allo sguardo, allungandosi verso
l'azzurro mare di ponente che sembra fondersi col cielo
all'orizzonte; alla destra il promontorio imperante di Milazzo,
alla sinistra quello leggendario di Tindari; in lontananza, sul
mare, si adagia quasi ad arco nel suo intraducibile incanto di
tinte e di sfumature l’arcipelago delle Eolie, dove la fantasia
dei poeti greci collocava il mitico re dei venti e la faucina di
Vulcano. |
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LE
STRUTTURE RICETTIVE DI MERI' |
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L'antico nome latino "Mirii"
derivante dal pluralia di Mirus-a-um, il cui significato è
“meraviglioso, stupendo, straordinario”, non a caso gli fu dato
dagli antichi abitatori della zona. Se consideriamo che il
vecchio possedimento era allora composto dalla sola parte
collinare dell'attuale territorio di Merì e se rammentiamo il
paradisiaco panorama che da lassù si gode, sublimato nelle ore
delle aurore o dei tramonti, verrà anche a noi spontaneo
esclamare: meraviglioso, stupendo, straordinario. La nascita del
vecchio feudo "delli Mirii" rimonta all'epoca della dominazione
normanna in Sicilia tra l'XI ed il XII sec.
Antonino Coppolino - Merì nella storia |
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