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Il toponimo di Roccamena
sembra derivi dall'esclamazione di stupita meraviglia del
principe Giuseppe Beccadelli Bologna (1726-1813), marchese di
Sambuca e Principe di Camporeale, che alla vista del ridente
paesaggio caratterizzato da rilievi rocciosi emergenti dalla
rotondità della collina su cui adesso sorge in gran parte il
centro abitato, esclamò: "Che rocca amena". |
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LE
STRUTTURE RICETTIVE DI ROCCAMENA |
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Il centro urbano attuale sorge su
uno fondi incorporati nel feudo della Sparacia, che apparteneva
al Collegio Massimo dei Gesuiti a cui, nell'ambito delle riforme
volute da Bernardo Tanucci (1698-1783), ministro di Ferdinando
IV, re di Napoli e di Sicilia, venne espropriato nel 1767................... |
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